Cassata Siciliana: Dolce Storico con Ricetta Step-by-Step
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Introduzione: L’Opera d’Arte Dolce della Sicilia
La Cassata Siciliana non è semplicemente un dolce: è un simbolo, un inno alla gioia e alla sontuosità barocca tradotta in pasticceria.
Emblema della dolce vita siciliana, è immancabile durante le festività pasquali, ma ormai celebrata in ogni occasione importante. La sua esuberante decorazione di frutta candita colorata su uno sfondo di bianca glassa evoca i giardini lussureggianti e il sole dell'isola, racchiudendo in sé secoli di storia, influenze culturali e un savoir-faire artigianale unico.
Storia e Tradizione: Un Millennio di Stratificazione di Sapori
Le radici della cassata affondano nell’Arabismo siciliano (IX-XI secolo). Furono gli Arabi a introdurre la canna da zucchero, il limone, il cedro, l’arancia amara e le mandorle, creando il primo antenato: una torta rotonda di ricotta di pecora dolcificata con il miele e avvolta in una sfoglia di pasta frolla, cotta in forno. Il nome deriva probabilmente dall’arabo qas’at, “scodella”, o dal latino caseum, “formaggio”.
La trasformazione nella cassata fredda e decorata avvenne in epoca barocca, quando i monasteri palermitani perfezionarono la pasta reale (martorana) e l’arte della canditura della frutta. Nel ‘700, l’introduzione del pan di Spagna e del cioccolato completò l’opera, mentre l’800 vide l’affermazione della caratteristica glassa bianca e delle guarnizioni sfarzose. Oggi, è un Presidio Slow Food e un tesoro della tradizione.
Produzione: Metodi Tradizionali vs Moderni
La produzione tradizionale è un rituale lento e manuale:
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La Ricotta: deve essere di pecora, scolatissima e setacciata, mescolata a zucchero e gocce di cioccolato.
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Il Involucro: si foderano le pareti di uno stampo rotondo con fette sottilissime di pan di Spagna inumidite con liquore (spesso Marsala o Maraschino).
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Il Ripieno: si colma lo stampo con la crema di ricotta.
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La Chiusura: si copre con un altro disco di pan di Spagna.
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La Decorazione: dopo una pressatura di alcune ore, si sforma, si glassa con zucchero a velo e albume (o fondente) e si decora con motivi geometrici in pasta reale e un tripudio di frutta candita (zuccata, arancia, ciliegie, pere, scorze d’arancia).
Il metodo moderno talvolta utilizza stampi a cerniera, ricotta di mucca (meno saporita), pan di Spagna industriale e coloranti artificiali per la frutta candita, accelerando i tempi ma sminuendo carattere e complessità organolettica.
Come Riconoscere la Qualità
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Etichetta/Provenienza: Preferire produttori artigianali siciliani, meglio se con indicazione geografica o Presidio Slow Food.
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Aspetto: Decorazione armoniosa, non eccessivamente chimica nei colori. La glassa deve essere bianca e liscia, non gessosa.
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Frutta Candita: Devono essere pezzi interi o spessi, con colori naturali (tendenti al opaco), sapore netto di frutta e non solo di zucchero.
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Pasta Reale: Deve essere morbida, al sapore di mandorla, non troppo dolce.
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Ricotta: All’assaggio deve essere granulosa ma fine, ben dolcificata, con il tipico retrogusto ovino, mai acida o acquosa.
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Pan di Spagna: Deve essere umido al punto giusto, imbevuto ma non fradicio, e mantenere struttura.
Utilizzi in Cucina: Dalla Tradizione alla Creatività
La cassata si serve tradizionalmente a fette, come trionfo finale del pasto. Le varianti creative moderne la reinterpretano in:
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Monoporzioni (mini-cassatine).
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Semifreddo alla ricotta ispirato alla cassata.
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Torte che ne riprendono gli accostamenti (ricotta, pan di Spagna, canditi).
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Basì per dessert al piatto: scomposta con crema di ricotta, cubetti di pan di Spagna al liquore, gelato alla mandorla e scaglie di cioccolato.
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Crema spalmabile aromatizzata alla cassata.
Abbinamenti Consigliati con Prodotti Siciliani
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Vini Dolci: Un Passito di Pantelleria (Moscato), un Malvasia delle Lipari o un Moscato di Siracusa. L’ideale è un Marsala Superiore Dolce, suo storico compagno.
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Distillati: Un sorso di Amara Averna o di Limoncello di Sicilia dopo il dolce per pulire il palato.
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Caffè: Un espresso denso e aromatico siciliano.
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Altri Dolci: Può essere parte di un tour dolciario con una granita al mandarino e un cannolo (servito separatamente!).
Conservazione Corretta
La cassata va conservata rigorosamente in frigorifero a +4°C, coperta da pellicola o nel suo stampo, per un massimo di 3-4 giorni. La ricotta è un prodotto fresco e deperibile. Può essere congelata, ma si rischia di alterare la consistenza del pan di Spagna e della ricotta. La glassa tende ad appannarsi con l’umidità. Servirla leggermente fredda, tirandola fuori dal frigo 15-20 minuti prima del consumo.
Curiosità e Differenze Regionali
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Palermo vs. Catania: A Palermo la decorazione è sfarzosa, con frutta candita intera. A Catania (e nel siracusano) spesso si usa una copertura di marmellata di albicocche al posto della glassa bianca, e la decorazione è più sobria.
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Cassata al Forno: Ad Agrigento e Trapani resiste la versione originale “infornata”, con pasta frolla e ricotta cotta, senza glassa e canditi.
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“Timpano della Cassata”: A Messina viene talvolta servita in forma di “timpano”, più alta e raccolta.
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Curiosità Storica: Nel 1574, il Sinodo dei Vescovi di Mazara del Vallo tentò di proibirne il consumo durante le feste pasquali perché “eccessivamente lussurioso” per il palato.
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Festa: Il 2 Novembre, giorno dei Defunti, in Sicilia è usanza regalare ai bambini dolci come la cassatella (piccola cassata) insieme alla frutta martorana.
In conclusione, assaggiare una vera Cassata Siciliana è un viaggio sensoriale nella storia e nell’anima dell’isola: ogni strato racconta una dominazione, ogni ingrediente canta la generosità della sua terra. Un dolce che è molto più di una ricetta: è una celebrazione.
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